Day 4 (martedi 7 maggio) - Da Giardini-Naxos a Matera
Itinerario
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Percorso del giorno
Itinerario | Giardini-Naxos - Matera |
Km totali | 500 |
Durata del viaggio | 9:00-18:00 |
Tappe e soste | Imbarco da Messina per il continente (60 km - 30 minuti di traversata) |
Roseto Capo Spulico - Sosta tecnica e deviazione verso l’interno lucano (320) | |
Degno di nota | La strada interna in Basilicata. |
Matera ed i suoi Sassi. |
Diario di viaggio
Alle 8 esatte siamo pronti per la colazione. Il tipo del B&B insiste per farci mangiare fuori dato che c’è un bel sole; pare che il fatto che la temperatura fuori sia di 16 gradi per lui sia del tutto irrilevante. Ok. Risaliamo in camera a prendere il giubbino e lo accontentiamo.
Per le nove, con un pochino di ritardo rispetto ai buoni propositi iniziali, siamo pronti per partire, destinazione traghetto a Messina.
Sono una cinquantina di km di autostrada, più una decina di km nel traffico di Messina. Arriviamo davanti a Caronte proprio mentre il traghetto sta salpando. Pazienza, per quello successivo non aspettiamo poi molto. Nel frattempo ci siamo accorti che il Telepass con cui si accede al traghetto ci stava fregando. Infatti a me, G e Michi ha fatto pagare la tariffa della macchina, pari a ben 38€, contro i 14 della tariffa delle moto. Muniti di biglietto gonfiato e di telepass siamo andati alla cassa con fare molto combattivo, quando invece una tizia gentile e carina ci ha semplicemente detto che “a volte succede”, ed in men che non si dica ha annullato i biglietti sbagliati e ci ha fatto quelli giusti. Chapeau!
E così alle 10:45 esatte lasciamo la Sicilia per tornare in Continente.
Da mezzo sangue siculo quale sono, devo dire che alla fine i luoghi comuni sulla Sicilia ed i siciliani sono proprio tutti veri, nel bene e nel male: posti incantevoli, gente aperta e cordiale, cibo fantastico da una parte, dall’altra incuria e assoluta mancanza di senso civico, da come guidano alla sporcizia che si vede in giro, come se il bene comune non fosse cosa di tutti ma piuttosto cosa di nessuno, della quale a nessuno sembra importare. Un vero peccato.
Sul traghetto io e Salvatore ci siamo mangiati un ottimo arancino, per inciso molto meglio di quello di Noto.
In mezz’ora esatta siamo in Calabria. Prendiamo subito l’autostrada, la mitica Salerno - Reggio Calabria, dove troviamo gli immancabili restringimenti di corsia per lavori di non si sa cosa, ma nel complesso si viaggia piuttosto bene. L’unico aspetto negativo è che fa freddo. La temperatura oscilla tra i 13 ed i 16 gradi, per cui ci tocca di fermarci per aggiungere qualche strato al nostro abbigliamento.
Dopo circa 320 km di autostrada ci fermiamo a Roseto Capo Spulico, giusto per sosta tecnica e rifornimento. Per la cronaca si tratta del primo paesino della Basilicata dopo essere usciti dalla Calabria. Da qui lasciamo la costa ionica e ci addentriamo nell’entroterra, fino ad arrivare a fare una bellissima quanto improbabile strada panoramica proprio nel cuore del Parco Nazionale del Pollino. Improbabile perchè ci siamo trovati in una strada di montagna molto stretta, e in alcuni tratti nemmeno asfaltata. Diciamo che io e G con le nostre moto leggere come delle piume in alcuni punti abbiamo un po’ sudato freddo, però direi che ne è valsa la pena.
Così come è stata molto bella anche la seconda parte, questa volta su strade “normali”, che attraversava una zona collinare con delle montagnette d’argilla molto particolari, che a tratti ricordavano alcune zone dei deserti americani. Più o meno, ovvio, però davvero molto belle, che sicuramente meritavano la deviazione.
Arriviamo alla nostra destinazione, il B&B Matera in Vacanza, dopo ben 500 km di strada, alle 18 esatte. Stanchi ma contenti!
Lasciamo le moto in un parcheggio custodito appena dietro l’albergo, sperando che il tizio del parcheggio stesse scherzando quando ci ha detto che aveva già chiamato un container per caricarle tutte e portarle in Montenegro. Che poi chissà perchè proprio in Montenegro!?
In serata si va a piedi ai vicini Sassi, dove si va a mangiare al ristorante Stano, consigliatoci dalle ragazzette della reception. Pare sia famoso perchè ha vinto una puntata di una trasmissione famosa sui ristoranti che piace molto a G e anche a Salvatore. D’altra parte io guardo il Milan, di cosa mi stupisco?!
Locale carino con camerieri un po’ bengentili e apparentemente non molto ben organizzati. Comunque Dario e G hanno molto gradito il loro piatto tipico a base di pecora e finocchietto che adesso non ricordo come si chiamava (ma seguiranno dettagli con tanto di prove fotografiche), ed anche i miei ravioloni erano abbastanza buoni. Tutti e cinque.
Quando usciamo troviamo una temperatura gelida, a naso direi sicuramente sotto i 10 gradi, per cui abbandoniamo velleità di fare altre passeggiate e ritorniamo subito in albergo, anche perchè comunque i 500 km di oggi si fanno sentire.